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venerdì 19 febbraio 2016

Caterina e Giacomone: un nuovo progetto didattico

Chi si unisce a me?  CATERINA E GIACOMONE … che storia! Dopo tanti viaggi in giro per scuole, librerie, biblioteche, enti per la formazione, case, ludoteche..  Caterina e Giacomone prenderanno forma in un nuovo progetto! Chi ha voglia di farne parte condividendo con me l’esperienza di “Caterina e Giacomone”?
I buffi personaggi della mano canterina e del piedone raffreddato compiono ben 16 anni!!!!! E, grazie alla tesi di laurea della studentessa Rosita Zaiti,sono arrivati anche all’Università di Firenze! E’ ora di festeggiare e di creare qualcosa di speciale.. 
Ho ideato questa fiaba nel 2000 ed ho iniziato subito a raccontarla nei laboratori teatrali con i bambini, nel 2012 è stata pubblicata, insieme ad altre fiabe interattive, nel mio libro "Io racconto.. tu ascolti ..insieme giochiamo!". Ho deciso di dar nuovo spazio ai personaggi di Caterina e Giacomone che sono così amati da tanti bambini! In questi anni ho visto davvero tante manine giocare e cantare insieme a me, e tanti piedini muoversi e starnutire! Il corpo che diventa protagonista in una fiaba. La voce che gioca insieme al corpo. Il racconto che diventa gioco, sperimentazione, risata.

Il nuovo progetto è ancora in fase di lavorazione e chiedo la vostra partecipazione! Mi rivolgo ad insegnanti, genitori, operatori teatrali, educatori, narratori. Avete sperimentato la mia fiaba di Caterina e Giacomone con i bambini?  Se vi va e avete piacere di prendere parte a questo progetto mandatemi un breve racconto della vostra esperienza e i riferimenti precisi (località, nome della scuola o struttura dove avete svolto l’attività), se volete potete inviare anche una fotografia (senza mostrare i visi dei bambini) o una rappresentazione grafica di Caterina e Giacomone fatta dai bambini. 

Potete inviare il materiale a: girasoliamoci@tiscali.it

Grazie da parte mia e di Caterina e Giacomone. Lei è in cucina che canta e prepara la cena al posto mio, lui come potete immaginare è a letto con un gran raffreddore! :) 

www.teatroingioco.it

lunedì 18 gennaio 2016

LETTURA-GIOCO di Samuel e Gaia nel paese della fantasia..

Sabato 23 gennaio alle 17.00... Lettura-gioco per i bambini!!!! Incontro gratuito. Giochiamo con la fiaba "Samuel e Gaia nel paese della fantasia" di Helga Dentale per avventurarci in regni magici e buffi.. dove sperimentare, raccontare, giocare con la voce, con il gesto, con i colori e soprattutto con la fantasia!!!! Invitiamo i bambini -età consigliata dai 3 ai 7 anni- e i genitori a partecipare a questo incontro giocoso e creativo, presso la Libreria Risvolti. 
Prenotazione consigliata.
Per info: girasoliamoci@tiscali.it 

www.teatroingioco.it
Vi aspetto per giocare insieme!!!!!! 

mercoledì 13 gennaio 2016

Il conflitto è sano e aiuta a crescere..

Anche azzuffarsi fa bene per crescere! Il conflitto fra bambini non deve essere represso o soffocato. Il conflitto è sano se gestito correttamente dall’adulto. L’adulto! Il problema spesso è proprio la sua reazione inadeguata: l’imbarazzo di non saper che fare e allora meglio far finta di niente; oppure innescare il senso di colpa con frasi inutili e nocive : "siete dei bimbi cattivi se litigate"; o ancora la punizione come soluzione. Da sempre credo che "educare" non corrisponda a "punire", e quando un bambino non rispetta le regole del gioco nel laboratorio teatrale preferisco confrontarmi serenamente con lui e poi, eventualmente, scelgo di adottare una modalità di contenimento di un comportamento "poco consono" (scelgo volutamente di non usare la parola "sbagliato" per non etichettare tale comportamento in modo negativo) rispetto al contesto e al momento, ma non scelgo certo un’azione punitiva. 

 I bambini, giocando al teatro, mettono in campo tante energie, sia fisiche che mentali: si esprimono, giocano, si relazionano, pensano e dicono, si confrontano, provano ed esternano emozioni (lo fanno sicuramente, seguendo la loro natura curiosa e vitale, anche in tante altre attività quotidiane e scolastiche. Ma io parlo sempre in base a ciò che studio, sperimento, osservo). In tanti giochi, soprattutto i più dinamici, i bambini a volte si “azzuffano”, nel senso vero della parola. Si spingono, si scontrano, cercano volutamente il conflitto, anche fisico. Questo non è di per sé una tragedia! Questo non va tradotto automaticamente con: questi bambini sono piccoli teppisti!!! Sono bambini che vivono di emozioni e pulsioni, che cercano modalità per esprimersi, affermare il proprio pensiero ,manifestare un malessere, reagire ad un evento. A noi adulti il compito di sapere come affrontare la questione, in modo consapevole, con serenità e senza drammi. I bambini, anche attraverso i normali litigi con i compagni, imparano a relazionarsi, a negoziare, a socializzare.

 Lo vediamo in modo più palese nella scuola primaria, quando il litigio non ha solo le sembianze del “capriccio” tipico dei bambini più piccoli (che poi spesso capriccio non è ma è la manifestazione di un disagio), e viene verbalizzato ed articolato in modo più complesso. "Tu non mi hai permesso di dire la mia idea su questo personaggio. Ti credi di sapere sempre tutto tu, ma anche io ho molte cose da dire. E poi vediamo se sono belle oppure no." diceva molto infervorato Roberto, 8 anni, ad un suo compagno, nella fase di creazione di un'improvvisazione su testo. In questo caso al litigio va dato ulteriore spazio: spazio utile al confronto costruttivo e al chiarimento. Anche la gestione del conflitto è alfabetizzazione emotiva. Lavoro da oltre 16 anni con i bambini e un po’ grazie allo studio, un po’ intuitivamente, un po’ per l’esperienza sul campo, a tutte queste considerazioni ero già giunta da tempo con grande convinzione. Ma trovare una “pedagogia” del litigio è stato ovviamente illuminante per me e spunto di grandi riflessioni. C'è sempre da imparare dai grandi professionisti. Conosco i libri di Daniele Novara da tempo.. il suo “L’ascolto si impara” l’ho letto per la prima volta nel 2000 circa, quando iniziavano le mie ricerche per Teatro in Gioco®. Poi a Rimini, alla formazione che ho seguito a novembre c’era anche lui che ci parlava proprio dell’importanza del litigio e di come gestirlo. E’ importante non censurare il litigio come se fosse “qualcosa di marcio”, da bambini cattivi. Si tratta sempre di saper gestire le emozioni, mai di cancellarle.
 
Daniele Novara, nel libro "L'Ascolto si impara" scrive: “..sviluppiamo una pedagogia della creatività, del fare esperienza, del saper stare nei conflitti, del viverli come un passaggio fisiologico dell’addestramento alla vita. Finché c’è conflitto c’è anche comunicazione e relazione.”

E allora… invece di demonizzarlo .. educhiamo i bambini a stare nel conflitto in modo sano e costruttivo. 
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lunedì 11 gennaio 2016

Fare teatro con i bambini.. costruire e restituire il senso del percorso

Non si tratta di “replicare” il teatro con i bambini, ma di costruirlo! Costruire.. non perdiamo mai di vista il significato di questa parola! Un percorso teatrale da svolgere con i bambini è tutto da costruire... non da ripetere a memoria, non da portare in modo asettico in classe come fosse qualcosa da "appiccicare" addosso ai bambini (o a se stessi, mi riferisco agli adulti, conduttori del percorso). Non si fa teatro perché si improvvisano un po’ di “giochetti” e di scenette con i bambini. Non si fa teatro perché si scarica un copione da internet. Non si fa teatro con i bambini perché a fine anno la sala è gremita di spettatori! 

Come ricercatrice in questo campo rivendico la necessità di “costruire” il nostro fare teatro con i bambini! In primo luogo va costruito il senso stesso del fare teatro: le valenze pedagogiche del nostro percorso. Parallelamente si costruisce l'identità del laboratorio, attraverso la struttura portante che, dandoci solide basi, ci permetterà al contempo di avere anche le ali: la leggerezza necessaria per far respirare il nostro lavoro con i bambini, la flessibilità indispensabile che ci permetterà di vivere il qui e ora, accogliendo l'imprevisto, trasformando in corsa un'idea, dando spazio ad una proposta inaspettata. Sarebbe un grande limite mantenersi rigidi e inamovibili in una "scaletta di attività" preconfezionate! Non riuscire ad accogliere il “cambiamento” significa limitare ed inibire la libertà espressiva. Costruire la struttura di un incontro (e di un percorso) non significa fare la scaletta dei giochi! 

E' fondamentale lavorare su una coerenza progettuale, su ricerche pedagogiche chiare, ma questo non significa "replicare schemi". Significa aver capito ed elaborato in modo più globale e decisamente più profondo, attraverso lo studio e poi la pratica, il senso di ogni proposta progettuale che rivolgiamo ai bambini. Significa creare e fornire strumenti operativi per permettere ai bambini di transitare da un linguaggio all'altro - narrazione, danza, attività grafica,drammatizzazione - da un codice all'altro, da un'intelligenza all'altra come ci suggerirebbe Gardner. Questo cerco di fare con il MetodoTeatro in Gioco®. 

Queste ricerche e riflessioni hanno dato vita al libro "Lo Spazio Teatro Gioco" che, non a caso, è il nome che identifica anche i laboratori che svolgo con i bambini, e il seminario formativo per adulti. Spazio Teatro Gioco: costruire un linguaggio teatrale strutturato a misura di bambino, attraverso l'elaborazione di un percorso pedagogico ed espressivo incentrato su tematiche di lavoro ed obiettivi ben definiti, con una struttura portante solida, valorizzando la flessibilità come risorsa indispensabile per insegnare e apprendere. In questo modo anche lo schema ha il suo senso - strutturale e didattico - aiuta e funziona... senza toglierci il qui e ora, la bellezza del cambiamento, lo stupore dell'imprevisto.
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domenica 10 gennaio 2016

Valorizziamo un teatro dei sensi

"Il senso più importante del nostro corpo è il tatto.. ci dà coscienza della profondità o dello spessore e della forma; tastiamo, amiamo e odiamo, ci irritiamo e ci commoviamo grazie ai corpuscoli tattili della nostra pelle" (J. Lionel Taylor) Prova a toccare... cosa senti? Quanto entro con i bambini nel mondo del topolino Gelsomino - la mia fiaba che diventa attività sensoriale- si apre uno spazio fatto di sensazioni, di immagini da ricostruire attraverso il tatto..non sono gli occhi a vedere ma le mani, i piedi, la pelle.. 

La pelle sente e risponde, parla, esprime e comunica. Questo significa poter accantonare in questo tipo di esperienza i condizionamenti visivi -che spesso influenzano in modo dominante la capacità di percepire altro, più profondamente- permettendo al bambino di "vedere" utilizzando un altro senso e un altra modalità comunicativa. Significa fornire strumenti al bambino per conoscere e sperimentare affidandosi alla memoria dei sensi che è fatta di attimi fugaci o di tempi lenti e dilatati..da assaporare piano piano..perché la pelle registra le sensazioni e restituisce una costruzione di significato con i "suoi tempi".

 A volte un bambino tocca un materiale ed immediatamente ci comunica un'idea. A volte il bambino si sofferma a lungo ad "ascoltare" nuove sensazioni che la pelle sperimenta. La sensazione con i bambini si traduce spesso in emozione: è morbido e mi fa stare bene! E' caldo...quando mi piace! Oppure genera una narrazione spontanea: è morbido, è un gattino che dorme, si chiama Flo. Credo che l'esperienza tattile vada recuperata e valorizzata ancora di più nei percorsi espressivi e didattici. Nei laboratori teatrali da svolgere con i bambini le attività sensoriali devono secondo me avere un ruolo fondamentale! Anche questo va recuperato, didatticamente e culturalmente: un teatro dei sensi.
Didatticamente e culturalmente, ossia: accogliere una pedagogia dei sensi, valorizzare il tatto nell'esperienza educativa, combattere lo stereotipo del "vietato toccare", studiare e riprendere le ricerche del tattilismo, di Bruno Munari, dell'educazione plurisensoriale. 

Toccare per scoprire, per nominare e riconoscere sensazioni ed emozioni, per immaginare, costruire e drammatizzare storie... storie che pungono come ricci, che scivolano come acqua, appiccicano come colla.. storie che ci restituiscono le idee e le emozioni dei bambini. Storie che nutrono il pensiero e la fantasia.
Io sono per un teatro dei sensi.

Alcuni suggerimenti:

Fiaba e percorso sensoriale da sviluppare con i bambini: "Gelsomino e la paura del buio" di Helga Dentale, nel libro "Ancora racconto" ed. youcanprint

Sull'importanza del tatto per lo sviluppo del bambino: molto interessanti le ricerche di Ashley Montagu, fra i suoi libri più conosciuti: "Il linguaggio della pelle", Verdechiaro edizioni.

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sabato 5 dicembre 2015

Alfabeto teatrale.. moduli di prima e seconda annualità

Alfabeto teatrale.. un corso di formazione che l'anno scorso ha coinvolto 270 educatrici ed insegnanti di Roma Capitale.. Un percorso formativo ideato e condotto da me, attraverso il Metodo Teatro in Gioco® che mi ha permesso, insieme alle insegnanti, di lavorare su un nuovo punto di vista da costruire: un teatro come spazio di espressione, gioco, creatività che si oppone al teatro-vetrina.

L'idea di un bambino ricco e competente che, attraverso il linguaggio teatrale, può dire, fare, esprimersi, sbagliare, creare. Non un piccolo attore da manovrare. 
Anche quest'anno ripartirà il corso Alfabeto teatrale.. con moduli di prima e seconda annualità.
Sarà una nuova esperienza formativa da vivere e condividere.
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domenica 22 novembre 2015

GIOCHIAMO AL TEATRO!

Giochiamo al teatro: un incontro divertente e creativo per giocare con i bambini utilizzando gli elementi basilari del teatro.  
Un pomeriggio da attori! 


Ma essere attori non significa solo "recitare", è molto, molto di più! Significa giocare mettendo in campo corpo, voce, emozioni! La voce è tutta la esplorare, trasformare, sperimentare.. uno strumento che a volte sembra quasi magico! Il corpo nel gioco del teatro è gesto espressivo, strumento che serve a comunicare, a parlare anche senza usare le parole. Le emozioni sono tutte da scoprire! In una storia da leggere insieme, in un personaggio da interpretare. Questo è il fantastico regno del teatro, dove tutto è possibile: trasformarsi, giocare con l'immaginazione, inventare nuove situazioni.. 

Questi incontri hanno l'obiettivo di creare, in un contesto non scolastico (libreria, teatro) un clima favorevole per permettere al bambino di scoprire nuove opportunità espressive, di relazionarsi agli altri in modo creativo e costruttivo, di sperimentare le proprie risorse voce-corpo.
Si esplora in un clima privo di giudizio: non c'è niente da dimostrare! Si gioca, si sperimenta, si costruiscono nuove forme espressive insieme.
In ogni incontro diamo risalto alle tematiche base (voce-corpo-emozioni) attraverso varie attività elaborate con il Metodo Teatro in Gioco®:
giochi espressivi 
improvvisazioni teatrali
lettura e ideazione di storie 
creazione di personaggi teatrali

Quando e dove:
Sabato 28 novembre dalle 17.00 alle 18.00
Libreria Risvolti, Roma
Età dei bambini: dai 7 ai 10 anni
Condotto da Helga Dentale
Per info e prenotazioni: girasoliamoci@tiscali.it

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