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domenica 8 febbraio 2015

LE FIABE CORPOREE da sperimentare con i bambini.. dalla presentazione del libro "Il corpo narratore di storie"

Ora è proprio ufficiale! E' nato questo nuovo progetto, è uscito il nuovo libro! Con l'incontro di ieri, presso la Libreria Risvolti, questo nuovo percorso progettuale è stato presentato.
Uno spazio dialogico molto ricco, in un clima informale e rilassato..quasi una chiacchierata fra amici: e in realtà c'erano anche diversi amici e persone care a festeggiare con me e con Fabio questo "inizio", ma c'erano anche educatori ed insegnanti che ho conosciuto proprio ieri in occasione della presentazione. Barbara è stata una presentatrice impeccabile, a lei va un grande ringraziamento: ha iniziato parlando delle mie esperienze formative e del Metodo Teatro in Gioco, per poi arrivare al libro.

Perchè dovremmo mettere il corpo al centro dei nostri percorsi progettuali con i bambini del nido e della scuola dell'infanzia? Perchè il corpo è il primo strumento di conoscenza. Prima di esprimersi e di comunicare utilizzando il linguaggio verbale il bambino si relaziona e comunica attraverso il linguaggio del corpo: toccare, esplorare attraverso il movimento, raccontare attraverso il gesto. Corpo e mente sono un tutt'uno inscindibile e, l'evoluzione del corpo contribuisce all'evoluzione del pensiero.

Cosa possiamo fare concretamente per accogliere e per valorizzare una pedagogia del corpo? Possiamo fare tanto! Come una goccia nell'oceano, goccia dopo goccia.. si inizia sempre così. Inutile e pretenzioso pensare ad un macro cambiamento da mettere in atto nell'immediato. Non credo nel "tutto e subito". Credo che l'educazione alla bellezza e alla libertà espressiva sia una strada da percorrere a piccoli passi, prevedendo interruzioni, cambi di direzione, momenti di dubbio e ripensamento. Un percorso di crescita, apprendimento e sperimentazione che procede come un rizoma. Avete presente? Una pianta sotterranea, una sorta di radice ricca di riserve, che cresce in tutte le direzioni. Credo che anche i nostri percorsi espressivi e teatrali con i bambini vadano concepiti con questa idea di "crescita in divenire", come percorsi che nascono in un modo per svilupparsi in tutte le direzioni e declinazioni possibili: nel corpo, nelle parole, nei sensi, nel linguaggio pittorico, nel linguaggio teatrale e musicale,ecc.

E allora, concretamente, come possiamo valorizzare il corpo espressivo del bambino? Costruendo e mettendo in atto, all'interno della scuola, laboratori di gioco teatrale, narrazione, movimento espressivo. Partendo dal cerchio delle storie e raccontando una fiaba. Lasciando che la fiaba si sviluppi nel corpo, attraverso il movimento espressivo, attraverso l'interpretazione di personaggi e contenuti narrativi. Stiamo così promuovendo fiabe corporee, attività di movimento creativo da esplorare, giocare, provare in un clima privo di giudizio.

Che valenza pedagogica ha una fiaba corporea? Ieri ho raccontato CHE RITMO A FANTASILANDIA: si tratta di una fiaba corporea che trovate, con tutti gli sviluppi espressivi, nel libro "Il corpo narratore di storie". La fiaba viene raccontata, una prima volta, nel cerchio delle storie per permettere ai bambini di ascoltare, di  crearsi il proprio "scenario immaginario" della fiaba, accogliere l'elemento ritmico che in questa fiaba è una componente basilare. Per questo ogni personaggio della storia è scandito da un suo ritmo attraverso lo strumento a percussione. Dopo la narrazione e lo spazio dell'ascolto attivo e condiviso la fiaba diviene corporea: i bambini "diventano" i personaggi della storia. Questo processo di simulazione e rappresentazione viene messo in atto proprio attraverso il linguaggio corporeo. I bambini, accompagnati dalla voce narrante dell'operatore, interpretano i personaggi esplorando il ritmo, la qualità del movimento, il flusso di energia. I bambini rivivono e trasferiscono la narrazione nel corpo: il corpo narratore di storie.

Corpo, espressione, segno grafico: la fiaba corporea ci permette di lavorare sulla globalità dei linguaggi espressivi perchè l'esperienza del sè corporeo può confluire direttamente in un'attività grafica. Dopo aver interpretato i personaggi della storia attraverso il corpo i bambini possono riportare la loro esperienza, i contenuti narrativi trovati e rielaborati con e nel movimento creativo attraverso il disegno. Il gesto corporeo si trasferisce nel segno grafico, in modo naturale, spontaneo come in un flusso continuo di ricerca e rappresentazione. I disegni dei bambini (fiabe grafiche) sono traccia concreta della loro esperienza, sono il loro racconto su carta della storia, una "nuova" storia -perchè elaborazione individuale-fatta non di parole ma di segni grafici.
Le parole le ascoltiamo spesso nelle varbalizzazioni spontanee dei bambini, che, mentre disegnano la storia, si lasciano andare a curiosi e interessanti commenti: Samir notava che "ero pesante più di un centimetro quando facevo l'elefante" e Sofia, rispetto all'interpretazione della piuma diceva di essere "leggerissima e molto bellissima..la mia (piuma) era tutta rosa". Quella piuma rosa - così si percepiva Sofia durante la fiaba corporea- infatti era ben evidente nel suo disegno!

Provate anche voi a sperimentare percorsi di movimento creativo e narrazione corporea: vedrete i bambini entusiasmarsi, partecipare con stupore, passione e forte curiosità. Buone fiabe corporee!

Metodo Helga Dentale Teatro in Gioco  www.teatroingioco.it

venerdì 6 febbraio 2015

Come creare una fiaba interattiva

Una fiaba interattiva è uno strumento privilegiato per portare il linguaggio teatrale a scuola, con i bambini dai 2 ai 6 anni. Si tratta di una storia che viene interpretata dai bambini insieme all'operatore teatrale (educatore o insegnante) direttamente nel cerchio delle storie, nella fase del racconto. E' la proposta di una "drammatizzazione strutturata a misura di bambino". Quando proponiamo a un bambino dai 2 ai 5 anni circa una drammatizzazione più "classica"lo vediamo spesso inibirsi  davanti alla nostra richiesta:il bambino tenta di interpretare i personaggi seguendo questo iter costruttivo più tradizionale ma in realtà non ha ancora tutti gli strumenti adeguati per soddisfare la nostra richiesta in modo giocoso e creativo. Cosa intendo per iter tradizionale? Prendere una storia, raccontarla e poi dire ad un bambino: vai ad interpretare il personaggio del folletto, ad esempio.. Questa richiesta presuppone capacità di sintesi, rappresentazione, improvvisazione che un bambino così piccolo ancora non ha costruito pienamente. Più che un gioco la nostra richiesta diventa un compito ed è inadeguata rispetto alle esigenze del bambino! Per questo spesso è necessario mettersi a suggerire le battute, è necessario dire letteralmente al bambino come procedere nell'interpretazione della storia, del personaggio, degli accadimenti. Diciamo, in poche parole, che ci troviamo a "imboccargli le battute".
Una fiaba interattiva permette invece al bambino di interpretare personaggi e contenuti della storia in modo diretto, spontaneo, giocoso, corale. Si "recita" giocando al faccio finta che.., mettendosi nei panni di un personaggio e poi di un altro..Insomma: si diventa protagonisti della storia giocando con la voce, con il corpo, con le emozioni. Ed ecco il gioco del teatro!

Come creare una fiaba interattiva? Si possono ideare e raccontare tantissime fiabe interattive, consapevoli degli obiettivi didattici che ogni fiaba "racchiude", quasi come un tesoro prezioso: giocare con la voce per esplorare il linguaggio, il suono delle parole, la tonalità, il volume ; giocare con la voce e con il gesto corporeo; giocare con le emozioni.. Io, solo per semplicità, partendo dagli obiettivi didattici ho catalogato le fiabe interattive in: vocali, vocali e gestuali, corporee o danzate, emozionanti, sensoriali.

Proviamo a creare una fiaba vocale, nello specifico RUMOROSA: è una fiaba interattiva ricca di elementi da sonorizzare e vocalizzare.
Provate a scriverla, questi sono gli elementi basilari per "costruire" la struttura narrativa:
CHI: scegliete un personaggio protagonista
COSA: elaborate una breve narrazione. Cosa accade in questa storia? Che difficoltà può incontrare il nostro personaggio? Oppure cosa sta cercando, che obiettivo ha?
DOVE: l'ambientazione della nostra storia sarà ricca di "elementi sonori". Questo la renderà una fiaba interattiva rumorosa.

Ad esempio: C'era una volta un piccolo topolino che voleva raggiungere la cima di un grattacielo per ascoltare la voce delle stelle e della luna. Era convinto che, arrivando lassù, avrebbe potuto parlare con loro. Per arrivare verso il grattacielo uscì dalla sua tana per attraversare tutta la città. La sua piccola testolina sbucò dalla tana e tutto era un gran frastuono! Si sentivano i clacson delle macchine : PEE PEE (suono da vocalizzare) PEE PEE. O mamma mia! I clacson continuavano a suonare: PEE PEE. Quanto rumore nella città. Meglio passare per una strada più tranquilla. Infatti era più silenziosa, così silenziosa che si sentivano gli uccellini cinguettare: CIP CIP  CIP CIP..

E questa potrebbe essere una storia rumorosa, io l'ho improvvisata adesso, mentre scrivevo..ma non è male immaginare questo dialogo finale fra un topolino, la luna e le stelle! Dopo lo scrivo. A volte una nuova fiaba nasce così..quasi per gioco!

Torniamo a noi: questo è lo schema di una fiaba interattiva rumorosa. Provate a sperimentarla con i bambini. Ricordatevi di non andare di corsa, lasciategli un pò di tempo per vocalizzare i suoni proposti: sarà un modo per giocare e per esplorare la propria voce. Sapete che questo modo di "allenare" creativamente la voce è presente, per attori adulti, nell'insieme di esercizi vocali proposti da Grotowski? Il maestro, ideatore del Teatro-Laboratorio e del cosiddetto "teatro povero", parlava di "immaginazione vocale": allenare la nostra voce imitando e riproducendo suoni e rumori naturali e meccanici, per sperimentare tutte le nostre potenzialità vocali.

Quanti obiettivi pedagogici e vocali in una fiaba interattiva rumorosa creata per i bambini!
Se volete trovate diverse fiabe interattive, anche rumorose, nei miei libri "Io racconto..tu ascolto..insieme giochiamo!" e "Ancora racconto.." 

Nella foto in alto invece c'è la rappresentazione grafica della fiaba interattiva dei PESCIOLINI E DELLE STELLINE MARINE. E' una fiaba vocale-corporea in cui il bambino sperimenta emissione vocale e gesto corporeo insieme: si gioca con il corpo, con la voce, con il ritmo. Immaginate di partire per un viaggio magico e di ritrovarvi in un oceano pieno di pesciolini dalla voce molto bassa e dai movimenti molto rapidi e di stelline dalla voce alta e melodiosa e dai movimenti molto lenti. Ecco che giocheremo con la tonalità della voce, con il ritmo vocale e corporeo, con l'interpretazione dei personaggi! Se conoscete i miei libri ad esempio  sono fiabe vocali-corporee CATERINA E GIACOMONE  e GLI GNOMETTI SI MUOVONO STRANI!. Si tratta di fiabe in cui l'elemento interattivo è il gesto-suono. I bambini si divertono molto perchè si mettono in gioco con il corpo e con la voce e perchè - ve lo consiglio vivamente- i personaggi sono spesso un pò buffi.

Spero di avervi dato un pò di informazioni utili! Buon lavoro e..buone fiabe!
www.teatroingioco.it      Metodo Helga Dentale Teatro in Gioco


giovedì 5 febbraio 2015

Alfabeto teatrale..continua la formazione

Quando un incontro formativo diviene scambio, confronto costruttivo e creativo, partecipazione attiva, credo che quell'incontro abbia un valore aggiunto. La formazione non sarà solo acquisizione di nuove conoscenze ma spazio vitale ricco di significati espressivi, fatto in primo luogo di "persone" che si mettono in relazione ancor prima che di "saperi" che si mettono in campo. Ed è, a mio avviso e per la mia esperienza, partendo dalle persone, dalla relazione che si crea, dal clima di fiducia e rispetto che si instaura che si lavora più concretamente ed efficacemente per apprendere saperi ed acquisire strumenti. 
Anche oggi ho terminato l'incontro formativo del percorso "Alfabeto teatrale" con la sensazione forte di aver costruito qualcosa di importante insieme alle educatrici e alle insegnanti: un altro tassello del nostro mosaico che stiamo chiamando "gioco del teatro". Siamo partiti dall'introduzione del linguaggio teatrale a scuola e siamo già arrivati a definire e a costruire importanti elementi strutturali del percorso attraverso il Metodo Teatro in Gioco: i rituali, la borsa delle storie, le fiabe interattive -ognuna con le proprie caratteristiche per lavorare su diversi obiettivi didattici- i giochi teatrali ed espressivi.. E ne abbiamo già sperimentati diversi, inserendoli in alcuni incontri-tipo.

 Oggi ci siamo confrontate molto anche su uno dei principi basilari del fare teatro: il magico sé, il potere trasformativo del teatro.. Ho introdotto alcuni giochi specifici per lavorare,con i bambini, sulla componente magica della "trasformazione". 

Credo che si possa fare tanto utilizzando il linguaggio teatrale a scuola, con i bambini. Sono fermamente convinta del potere educativo del teatro. Educare e non inculcare. Educare alla libertà espressiva e all'autonomia, alla bellezza, alla creatività. E credo nel potere della formazione. Non è un riempitivo per occupare qualche ora e mettere firme su un registro ufficiale. La formazione è un diritto di tutte le insegnanti: è la palestra culturale e didattica per continuare a crescere, a mettersi in gioco, per confrontarsi e per trovare nuovi stimoli, per promuovere e valorizzare nuove risorse e nuovi percorsi.  E, anche oggi, la vera grande restituzione è stata la risposta delle insegnanti, la presenza, il coinvolgimento, l'impegno, lo scambio. Sono molto, molto soddisfatta! Siamo solo ad un secondo incontro e ad un gruppo, ma questo inizio mi fa essere molto ottimista..credo che in molte scuole tanti bambini grazie alle proprie insegnanti inizieranno a sperimentare spazi di gioco teatrale, fiabe interattive, ricerche creative..in un clima aperto alla sperimentazione e privo di giudizio, e tutto ciò gli farà tanto bene! E' questo il macro obiettivo: portare il linguaggio teatrale strutturato a misura di bambino a scuola.. e piano piano, ci riusciremo!

Terminato l'incontro..dopo tre ore piene..(quattro, perchè sono arrivata come sempre, un'ora prima per preparare tutto) la pioggia continuava a scendere, come al mio arrivo, copiosa, senza tregua.. E a me veniva solo da sorridere! 
Il potere delle cose che ti fanno star bene!

 

venerdì 30 gennaio 2015

Ecco il nostro primo QUADERNO DIDATTICO: il corpo narratore di storie

"Tutto ciò che vale richiede tempo. Una gravidanza,una zucca, una farfalla, l'amicizia, l'amore. Se lo aspettiamo, lo desideriamo, riconosciamo l'impegno che ha comportato, lo apprezziamo maggiormente. 
Ci meravigliamo davanti alla sua stessa esistenza".
 (C. L'Ecuyer)

Eccolo materialmente qui..a casa nostra: il nuovo libro! Mi emoziono aprendo lo scatolone..Fabio mi scatta una foto..e poi un'altra. Non smette più. Mi piace vivere di questo entusiasmo. Con lo stupore che c'è dietro e dentro ogni nostro progetto. Sembriamo due bambini che trovano un barattolo pieno di caramelle e sono ansiosi di assaggiarle! Nasce ufficialmente oggi la Collana Quaderni Didattici Teatro in Gioco ideata da me e da Fabio. Nata con il desiderio e l'obiettivo di trasferire in ogni libro/quaderno (mi piace l'idea del quaderno-libro..come spazio di lettura, riflessione e ricerca,  per nuovi spunti creativi..un quaderno didattico appunto!) un pò del nostro Metodo Teatro in Gioco. Al centro ci sarà sempre il bambino: tutti i percorsi proposti si rivolgono all'adulto (educatore, genitore, insegnante, operatore teatrale) con l'obiettivo di suggerire modalità operative, considerare e confrontare approcci e scelte educative e pedagogiche, ampliare conoscenze da mettere al servizio di progetti concreti da sviluppare.  Ci sarà spazio per tanti temi da esplorare e sperimentare direttamente sul campo -a scuola, al nido, in spazi di gioco e creatività- con i bambini dai 2 ai 10 anni. Dalla creazione di percorsi teatrali per il nido e la scuola dell'infanzia, al teatro da portare nella scuola primaria; dal lavoro espressivo con le maschere alla pedagogia della risata.. Ogni quaderno didattico affronterà una precisa tematica.

Partiamo con Il corpo narratore di storie: narrare, comunicare, raccontare storie attraverso il movimento. Un tema che mi coinvolge particolarmente perchè, osservando i bambini, lavorando con loro, mi accorgo sempre di più dell'importanza del corpo nel processo di apprendimento e crescita. Un corpo che non si esprime liberamente è come una mente che non è in grado di pensare. Il corpo non è solo il "contenitore" delle nostre storie -pensieri, emozioni, idee, ricerche - è soprattutto l'interprete protagonista di queste storie. 

Da qui la scelta del titolo. Il corpo narratore di storie: il bambino racconta storie attraverso il corpo continuamente e in modo spontaneo. Spesso questo istinto naturale viene soffocato dall'adulto: non correre, non ti dondolare, stai dritto, non ti buttare per terra, non strisciare, stai composto.. Ci sono momenti e luoghi per fare ogni cosa, certo. Ci sono momenti anche per stare composti, ci sono luoghi dove non è il caso di buttarsi per terra. Ma ci sono momenti e luoghi -spazi preziosi di gioco simbolico e narrazione spontanea- in cui il movimento del bambino non dovrebbe essere limitato, frenato, indottrinato. Nel libro, oltre che riflettere su questi temi, propongo diversi percorsi espressivi e teatrali da sviluppare con i bambini del nido e della scuola dell'infanzia, partendo dal corpo. Per mettere il movimento corporeo al centro di percorsi espressivi da costruire insieme ai bambini, per portare il corpo come strumento di relazione e comunicazione al centro di un approccio didattico da promuovere e valorizzare. Fiabe corporee, narrare attraverso il movimento, trasferire la narrazione del corpo in altri linguaggi espressivi. Nel libro sono spiegati ed illustrati due interi percorsi progettuali da sperimentare con i bambini nell'arco di diversi incontri, per creare con loro uno spazio di gioco teatrale e narrazione corporea.

La presentazione ufficiale del libro ci sarà sabato 7 febbraio, alle 17.30, presso la Libreria Risvolti, via Sestio Calvino 73.

.. Per parlare di questi temi..cercare una "pedagogia del corpo" da accogliere e da adottare..per conoscere i percorsi operativi proposti nel libro.. Per uno spazio di condivisione e scambio creativo e costruttivo. Vi aspetto!

"Se fossi in grado di dire a parole ciò che rappresento con la danza, non avrei mai danzato" (Isadora Duncan)  

" Mi respira il corpo quando mi muovo" (Alessia, 5 anni)

Titolo:Il corpo narratore di storie
Autore: Helga Dentale
Data di uscita: Gennaio 2015
Pagine: 68
ISBN:
9788891173010
Prezzo: 11,00
su ibs sconto 15%

giovedì 29 gennaio 2015

E' iniziato ALFABETO TEATRALE

..Torno stanca ma piena di soddisfazione! Prima plenaria del percorso di formazione complementare per educatrici ed insegnanti di Roma Capitale. Corso Alfabeto teatrale. Circa 70 educatrici ed insegnanti. L'inizio è sempre un momento complesso: si deve rompere il ghiaccio..si deve creare una dimensione dialogica fatta di scambio, stupore, voglia di ascoltare e di fare. E il momento che le insegnanti vivono è molto delicato, difficile..c'è stanchezza, c'è malumore.. Un'insegnante potrebbe quasi chiedersi: cosa mi formo a fare se non viene riconosciuto il valore del mio operato, del mio ruolo? 
Eppure nel nostro incontro formativo mi sono trovata davanti ad un gruppo di insegnanti motivate, appassionate..con tanta voglia di acquisire nuovi strumenti operativi. E' stato un inizio importante per me: ho toccato con mano, ancora una volta, la passione che c'è alla base di questa scelta. Insegnare. Senza passione è impossibile. Per mille, troppo motivi. Vale anche per me. Come affrontare un lavoro come questo -le difficoltà, la pressione, le aspettative degli altri - senza passione come forza motrice? E, cosa ancora più importante: come strasmettere ai bambini passione -che sia per la matematica o per il teatro, per l'arte, la storia..per la conoscenza..in poche parole: per la vita - senza passione? 
Sarò fortunata..o sarà che il tema che tratto piace, incuriosisce, affascina..ma la passione è un elemento che non manca quasi mai nelle mie esperienze come docente: ho trovato praticamente sempre, compreso oggi, insegnanti che credono nel proprio lavoro, che credono nella formazione e hanno voglia di farla. E aver voglia di ascoltare, scrivere, provare, domandare con curiosità e in modo costruttivo, dopo un'intera giornata di lavoro, può essere mosso solo da passione.Sono state tre ore piene, fra appunti presi, domande, confronto..Fiabe interattive da sperimentare. Applausi che mi hanno fatto molto piacere. Un'insegnante sorridendo mi ha detto "Ne ha presi tanti di applausi oggi dottoressa!" E' vero..e ringrazio. Perchè il senso di fare formazione per me è questo: sentire il piacere di chi mi ascolta. Sentirmi utile e funzionale per qualcosa che avrà una ricaduta positiva sulla prassi educativa, su una modalità operativa da utilizzare e quindi sul bambino. 

Perchè al centro di ogni riflessione, di ogni ricerca, di ogni scelta educativa c'è e deve esserci sempre lui: il bambino. Come individuo ricco, competente,che agisce attivamente per costruire la propria personalità, per affermare la propria individualità, per conquistare autonomia. E il linguaggio teatrale a scuola serve a questo. E - che bello!!!!- trovare tutte le insegnanti in sintonia con questi principi, accogliere già da oggi la possibilità di "sradicare" la struttura granitica della recita finale per cercare un'alternativa più adatta alle esigenze del bambino! Siamo partiti da lontano..dal teatro che nasce dal rito..per arrivare a definire un percorso teatrale a misura di bambino, attraverso il Metodo Teatro in Gioco. Abbiamo cominciato oggi..di strada da fare ne abbiamo ancora molta..tanti percorsi da elaborare e costruire insieme..ed è stato un ottimo inizio!

martedì 27 gennaio 2015

ALFABETO TEATRALE.. costruire un linguaggio teatrale a misura di bambino

Una nuova avventura sta per iniziare: partirà a breve il nuovo corso per la formazione complementare delle educatrici e delle insegnanti di Roma Capitale, Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici. Mi occupo di questo nuovo corso di formazione, l'ho ideato e modellato partendo da una riflessione sostanziale: cosa significa fare teatro con i bambini così piccoli, e soprattutto "come si fa"? 
Lavoro da anni su questo, sia direttamente in campo con i bambini che come formatrice.. diciamo che senza l'esperienza diretta maturata in tanti anni con i bambini non sarei diventata  docente per la formazione! Per il mio modo di concepire la formazione sarebbe stato impossibile. Si può insegnare qualcosa che non si conosce veramente? 

Quindi si parte dell'esperienza, chiaramente, che deve diventare un dato non soggettivo però, deve divenire un percorso di scoperta e di nuove conoscenze a disposizione di tutte le insegnanti, nel rispetto delle loro diversità, delle loro competenze acquisite, delle risorse individuali e derivanti dalla propria storia personale e lavorativa. Ho 270 insegnanti iscritte al mio corso..su questo "grande" numero ho dovuto riflettere profondamente: chi sono io per dire a 270 persone, che arrivano al mio corso con il proprio bagaglio personale, vissuto nella realtà scolastica, scelte pedagogiche e didattiche, come posso io dirgli: il teatro si fa così. E con quale diritto? Con quale prestesa di aver ragione, di possedere la verità assoluta nel campo della pedagogia teatrale? E infatti non sarà questo il senso o l'obiettivo del corso. 

Alfabeto teatrale è un corso di formazione per proporre alle educatrici e alle insegnanti una modalità operativa per creare e condurre laboratori teatrali per bambini. Utilizzeremo il Metodo Teatro in Gioco come una metodologia da sperimentare insieme, da conoscere, esplorare e riportare a scuola con i bambini. Non perchè sia la metodologia migliore al mondo (non sono certo io a poterlo dire!) ma perchè, avendola ideata, è quella che so utilizzare e trasferire, attraverso la costruzione di strumenti operativi concreti, attraverso una formazione incentrata sullo scambio sinergico, sul confronto costruttivo con le insegnanti. Io metterò in campo proposte, spunti creativi e di riflessione, percorsi operativi da esplorare e sperimentare concretamente. Metterò in campo un'idea di teatro come "esperienza" creativa ed espressiva da vivere, incontro dopo incontro, con i bambini, in un percorso in continuo divenire. Forse avremo punti di "scontro" dialogico, lo ipotizzo, lo immagino.

Alcune proposte che lancerò saranno impopolari e andranno a "demolire" delle strutture radicate e monolotiche..strutture mentali ancor prima che attività didattiche concrete. La RECITA... ecco, sicuramente un grande elemento di discussione. Perchè non farla? Perchè se l'abbiamo sempre fatta? Perchè visto che i genitori la "richiedono"? Sono domande che ho sentito tante volte. Oggetto di confronto, scambio, riflessione reciproca. Non voglio convincere nessuno a cambiare idea o prassi educativa. Voglio solo approfondire il discorso, esplorare la tematica dal punto di vista pedagogico, mettere al centro del dibattito il bambino, come unico interprete protagonista dell'atto performativo richiesto e quindi partire da lui: dalla sua posizione in merito. Quindi la vera, centrale domanda diventa: la recita risponde alle esigenze di un bambino del nido o della scuola dell'infanzia? O è un bisogno dell'adulto? Su questo ci confronteremo ma senza giudizi o pregiudizi. Insieme alle insegnanti costruiremo un percorso operativo, struttureremo il nostro alfabeto teatrale, e ognuna potrà fare le proprie valutazioni partendo da nuove consapevolezze, da un punto di vista diverso, da un'idea più ampia e globale del "fare teatro a scuola".

Giovedì la prima plenaria: inizieremo a costruire il nostro vocabolario teatrale a misura di bambino partendo dalle origini del teatro, analizzando il rapporto esistente fra il teatro e la didattica (quando e come il linguaggio teatrale entra nella scuola?) , cercando di cogliere la valenza pedagogica del linguaggio teatrale...Si parlerà di immaginazione e fantasia..( "La logica ti porterà da A a B, l'immaginazione ti porterà dappertutto" diceva Einstein) di stupore..(il teatro è il luogo privilegiato dello stupore :è il luogo dove tutto è possibile!) di pedagogia dell'ascolto..di pedagogia del gioco..  E da qui cominceremo a conoscere e sperimentare strumenti operativi: ci mettiamo in gioco per creare un laboratorio teatrale a misura di bambino.

 Sarà una ricerca ricca di stimoli.. Come si costruisce la struttura di ogni incontro da proporre ai bambini? Un intero percorso da delineare, strutturare, sperimentare direttamente. Creare un'identità chiara del laboratorio teatrale, attraverso attività e giochi teatrali. Utilizzare le fiabe interattive. Interpretare i personaggi teatrali. Ci sorprenderemo scoprendo che molte attività modellate a misura di bambino, trovano origine nella pedagogia teatrale di maestri come Stanislavskij o Grotowski.. Affascinante e curioso ritrovare un pò di storia del teatro e delle metodologie del 900 nei giochi teatrali che proponiamo ai bambini dai 2 ai 5 anni! 

L'obiettivo non è trasformare educatrici ed insegnanti in delle "esperte teatrali"; è fornir loro una modalità operativa per utilizzare il linguaggio teatrale con i bambini, come strumento espressivo e creativo. Creare laboratori teatrali con i bambini, a scuola, come spazio di ascolto condiviso, relazione armoniosa, gioco simbolico, narrazione, esperienza creativa. Questo è il grande obiettivo: portare il teatro a scuola con la consapevolezza della ricchezza di segni, forme e simboli che caratterizza il linguaggio teatrale. Ecco che il teatro non si chiude su se stesso annullando le sue valenze più profonde per far emergere solo gli aspetti prettamente formali e superficiali - rappresentazione, dimostrazione, esibizione - ma può essere esplorato nella sua globalità. Ed è questa globalità che permette al bambino di vivere, nell'esperienza teatrale, il cambiamento e il processo di apprendimento e crescita. Attraverso il gioco simbolico, il movimento corporeo, la libera espressione creativa, la relazione. Teatro è...  lo scopriremo insieme rispondendo ad una domanda-chiave: "inculcare" il teatro o "educare" al teatro?

Ho inserito, all'inizio, un disegno che ho fatto con l'idea di sintetizzare e fissare attraverso una rapprentazione iconica il significato di un percorso teatrale. TEATRO è il linguaggio da cui partire, è il nostro seme da cui iniziano a nascere e a farsi strada nuovi germogli. Non è un "sapere" che si trasmette seguendo un'unica direzione..è una risorsa che genera e si nutre di altre risorse. Questo approccio ti permette di vivere ogni volta un'esperienza nuova, di mettere in atto pienamente il principio del "qui e ora" perchè è solo qui e ora che quell'attività avrà quel preciso significato e seguirà quello sviluppo.. Domani il gioco cambia. Rallenta o prende il largo. C'è una nuova scoperta da fare. O si ritorna su un'attività già sperimentata ma con occhi nuovi, con emozioni diverse. Non c'è l'ansia di dover raggiungere un traguardo già stabilito. Non c'è nulla di preconfezionato. Qui e ora. Resta lo stupore, il piacere, il significato profondo di ogni attimo da condividere nel gioco teatrale.

sabato 10 gennaio 2015

IL SITO DEL METODO HELGA DENTALE TEATRO IN GIOCO www.teatroingioco.it

Un nuovo "strumento" operativo è pronto!!!! 
Ecco come abbiamo passato gran parte dei nostri giorni di festa! A scrivere, leggere, costruire questo nuovo progetto...ascoltando musica, e lasciando scorrere il tempo senza sentirlo.. sono volate le ore guardando il monitor, modificando, inserendo, cambiando, confrontandoci, ridendo e lavorando.. 
Ed ora:
Il sito METODO HELGA DENTALE TEATRO IN GIOCO è finalmente on line!!!! Grazie a Enrico per la professionalità e la pazienza a Fabio per aver condiviso con me il progetto, la grafica, i contenuti.. A Serena, Marco, Simona, Laura, Annamonica che, dando una sbirciatina in fase di creazione, ci hanno dato suggerimenti preziosi. Il sito racconta del Metodo, dei nostri percorsi, illustra i progetti che svolgiamo con adulti e bambini..dai corsi di formazione ai laboratori nelle scuole..dai libri di fiabe interattive agli spettacoli per bambini.. E si arricchirà ulteriormente attraverso nuovi contenuti, pensieri, altri progetti. 
Abbiamo cercato semplicità e chiarezza (speriamo di esserci riusciti! L'obiettivo era quello!), una grafica "pulita" e un gusto minimalista, che rispecchia il nostro modo di fare e di concepire il binomio teatro-bambini: senza orpelli inutili, senza fronzoli.  Abbiamo inserito le parole-chiave che descrivono i punti salienti del nostro lavoro con il Metodo Teatro in Gioco: Il Metodo, la formazione, i laboratori per bambini, gli spettacoli, i libri.. Sicuramente ci saranno nuove cose da aggiungere e qualcosa da modificare.. Intanto la storia di questo nuovo sito inizia!
Spero vi piaccia! Buona navigazione.
www.teatroingioco.it